Si è conclusa questa mattina, venerdì 3 luglio a Palazzo Rasponi in piazza Kennedy a Ravenna, la settimana delle Brigate del Lavoro nazionali promossa dalla Flai Cgil con una giornata di confronto dedicata al lavoro agricolo, al contrasto del caporalato e ai percorsi di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori più vulnerabili. 
L'iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della Cgil, degli enti di controllo e delle associazioni impegnate sul fronte della legalità, dell'inclusione e del contrasto allo sfruttamento lavorativo. Nel corso dell'incontro è stato tracciato il bilancio delle attività svolte nei giorni scorsi nelle campagne di Ravenna e Ferrara attraverso il Sindacato di strada, con particolare attenzione alle condizioni di lavoro, ai problemi del settore agricolo e alle azioni necessarie per rafforzare la tutela dei lavoratori.
Nel territorio ravennate le Brigate del Lavoro (che con questo nome intendono riprendere lo spirito delle lotte agrarie originarie della storica Federterra e della Resistenza)  hanno operato coinvolgendo, oltre alla Flai Cgil, delegazioni di categoria provenienti da altre regioni, la Cgil regionale e territoriale, le associazioni Libera e Udu e gli operatori del progetto antitratta del Comune di Ravenna.
"I soggetti coinvolti – spiegano le Brigate – sono esponenti delle Flai Cgil di altre regioni, della Cgil regionale e territoriale, delle associazioni Libera e Udu e degli operatori antitratta del Comune di Ravenna. Durante queste uscite abbiamo incontrato decine e decine di lavoratori e lavoratrici, cui abbiamo consegnato informazioni e contatti sindacali, oltre a pettorine catarifrangenti, borse frigo, cappelli di paglia e acqua. Abbiamo inoltre raccolto testimonianze sulle condizioni di lavoro nell'agricoltura ravennate. In questo periodo abbiamo assistito alla raccolta di albicocche, pesche e susine. Le aziende agricole hanno evidenziato le difficoltà legate agli eventi climatici, agli oneri burocratici e normativi, alla commercializzazione dei prodotti e al reperimento della manodopera. I lavoratori, invece, hanno raccontato come, alla durezza del lavoro agricolo, resa ancora più pesante dalle elevate temperature, si aggiungano talvolta difficoltà nell'ottenere le corrette retribuzioni. È stato inoltre confermato che la carenza di alcuni servizi anche nel nostro territorio lascia spazio all'intermediazione illecita di manodopera. L'incontro tra domanda e offerta di lavoro, il trasporto verso i luoghi di lavoro e perfino il reperimento di un'abitazione vengono spesso gestiti dai caporali, che in questo modo esercitano forme di ricatto e sfruttamento ai danni della dignità e dei diritti delle persone."
“L'elemento cardine del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro - spiega Laura Mazzesi, segretaria generale Flai Cgil Ravenna - è lo stato di bisogno in cui vertono le vittime che si trovano in una condizione di vulnerabilità economica e personale di cui il datore di lavoro o intermediario approfittano per imporre condizioni lavorative che non rispettano il giusto salario dettato dalla contrattazione collettiva e la legge. Inoltre, per queste persone, non è necessario subire una costrizione assoluta, ma è sufficiente che la loro libertà di scelta sia limitata dal bisogno”.
Nel corso della mattinata sono intervenuti il prefetto di Ravenna Raffaele Ricciardi, il prefetto di Ferrara Massimo Marchesiello, l'assessore alla Legalità del Comune di Ravenna Giancarlo Schiano, il segretario della Cgil Emilia Romagna Daniele Dieci, le segretarie generali della Flai Cgil di Ravenna e Ferrara Laura Mazzesi e Letizia Giovanardi, il responsabile dell'Unità organizzativa Vigilanza ispettiva dell'Inps di Ravenna Stefano Santandrea, la presidente della Provincia di Ravenna Valentina Palli, Daniela Gatta, Ufficio Politiche Immigrazioni del Comune di Ravenna, con un intervento dedicato ai percorsi di reintegrazione socioeconomica delle vittime, Giulia Bertarelli, referente territoriale di Cidas Ferrara, Carlo Giannelli Garavini, coordinatore provinciale di Libera, e un rappresentante di Mediterranea Saving Humans. Le conclusioni sono state affidate alla segretaria nazionale della Flai Cgil Silvia Guaraldi, che ha ribadito la necessità di rafforzare gli strumenti di contrasto al caporalato, promuovere una rete di servizi a sostegno dei lavoratori agricoli e garantire condizioni di lavoro dignitose e sicure.
“Come Cgil siamo orgogliosi di questa esperienza – commenta la segretaria generale della Cgil di Ravenna, Manuela Trancossi - e continueremo a sostenere tutte le iniziative che mettono al centro i diritti della persona, il contrasto al caporalato e a ogni forma di sfruttamento nella convinzione che legalità, giustizia sociale e qualità del lavoro siano condizioni essenziali per lo sviluppo del nostro territorio”.

FLAI