Dopo la conferenza stampa del Presidente del Tribunale e del Procuratore della Repubblica dello scorso 17 aprile, e il presidio di Fp Cgil davanti al Tribunale di Ravenna del 23 aprile scorso, la Fp Cgil di Ravenna torna a denunciare la gravissima situazione della Giustizia e in particolare la situazione del Tribunale e della procura di Ravenna. “A meno di 15 giorni dalla scadenza prevista per la stabilizzazione del personale precario assunto con i fondi europei, chiamato a contribuire al raggiungimento di un obiettivo fondamentale concordato con la Commissione europea, le lavoratrici e i lavoratori coinvolti non hanno ancora ricevuto alcuna informazione sul proprio futuro occupazionale - spiega Lisa Dradi, segretaria della Fp Cgil di Ravenna -. Da settimane circolano molte notizie, ufficiali e ufficiose, che, in assenza di comunicazioni certe da parte dell’Amministrazione, alimentano dubbi e preoccupazioni. Come sindacato, e come più volte già fatto attraverso presidi nazionali e territoriali, e lettere al Ministero denunciamo la grave carenza di informazioni e l'incertezza per i lavoratori e le lavoratrici sul proprio futuro professionale e personale”.
La Fp Cgil ha richiamato più volte l’Amministrazione alla sua responsabilità per una situazione ormai insostenibile: “Dagli accordi sottoscritti sulle famiglie professionali e sull’articolo 18 fino alla mancata piena applicazione dell’Ufficio per il processo – spiega la Fp Cgil - l’Amministrazione, insieme alle organizzazioni sindacali firmatarie, ha scelto l’immobilismo e la conservazione dell’attuale modello organizzativo. Ha scelto di non misurarsi con la sfida di una nuova ed efficiente organizzazione. Una riorganizzazione che avrebbe consentito agli uffici e al personale di valorizzare pienamente le risorse assegnate dalla Commissione europea a questo Ministero. È un’opportunità che difficilmente si ripeterà”.
“La Fp Cgil non accetta questa disfatta e continuerà a battersi, utilizzando tutti gli strumenti previsti dal contratto e dalle norme, per spingere la dirigenza a cambiare rotta – conclude Lisa Dradi -. Chiediamo: il passaggio di almeno il 70% del personale - cancellieri esperti e assistenti - nell’Area Funzionari; la strutturazione stabile dell’Ufficio per il processo; un sistema indennitario organico; il riconoscimento delle posizioni organizzative e delle responsabilità; passaggi economici regolari, capaci di sostenere la crescita professionale e aumentare le retribuzioni. Tutto questo è possibile. L’Amministrazione deve attivarsi”.

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