Nella giornata dell'8 giugno si è svolto un ulteriore incontro con l'azienda Mazzotti e le organizzazioni sindacali Fiom Cgil, Uilm Uil e Fim Cisl. Anche questo confronto, purtroppo, si è concluso senza i necessari passi avanti e con profonde distanze ancora presenti tra le richieste avanzate dai lavoratori, dalle lavoratrici e dalle organizzazioni sindacali e le posizioni dell'azienda che ha confermato la messa in liquidazione e l'avvio delle procedure di licenziamento collettivo.
Permangono significative divergenze sia sul piano economico sia su quello organizzativo. A oggi non è stato ancora presentato un piano chiaro relativo all'organizzazione del lavoro, ai livelli occupazionali e alla distribuzione delle mansioni. Restano inoltre forti criticità riguardo alle tempistiche complessive del percorso e non risulta ancora definita in maniera trasparente l'effettiva disponibilità economica che l'azienda intende mettere a disposizione dei lavoratori e delle lavoratrici.
Di fronte a questo quadro di incertezza e all'assenza di risposte concrete su temi fondamentali per il futuro occupazionale e professionale delle persone coinvolte, le organizzazioni sindacali proclamano a partire dal 9 giugno 2026 lo stato di agitazione.
Lo stato di agitazione rappresenta un segnale chiaro della crescente preoccupazione e del malcontento che si stanno diffondendo tra i lavoratori che prevede il blocco degli straordinari, delle flessibilità e delle reperibilità, e a livello aziendale potranno essere proclamati scioperi complessivamente di almeno 24 (ventiquattro) ore. In vista del prossimo incontro, fissato per il 17 giugno 2026, chiediamo all'azienda di presentarsi al tavolo con proposte concrete, dati trasparenti e un piano credibile che possa finalmente ridurre le distanze oggi esistenti.
I lavoratori e le lavoratrici non possono più attendere risposte vaghe: servono certezze, garanzie e impegni concreti.
Aggiornamento:
Nella giornata di martedì 9 giugno 2026, dopo la proclamazione dello stato d'agitazione è stato effettuato il primo sciopero di 3 ore dalle 14 alle 17 con un'affluenza del 100% dei lavoratori e delle lavoratrici.