I segretari provinciali di Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil del territorio ravennate esprimono forte preoccupazione sulla mancata approvazione dell'ordinanza e ne sollecitano l'immediata approvazione della stessa. A fronte delle alte temperature, come quelle registrate in questi giorni, chiediamo con urgenza alla Regione di intervenire per salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici che lavorano in condizioni di esposizione prolungata al sole e/o a stress termico.
Il settore dell'edilizia si trova oggi a gestire una doppia vulnerabilità: un rischio infortunistico strutturalmente rilevante e un progressivo innalzamento dell'età media della forza lavoro, con molti operai ultrasessantenni ancora attivi sui ponteggi e nei cantieri a cielo aperto.
​"Lavorare su un tetto o su una strada asfaltata sotto il sole battente con temperature estreme non è solo faticoso, è pericoloso. Per un lavoratore edile, il rischio di colpi di calore, malori e infortuni gravi si moltiplica ed è inaccettabile. Non possiamo aspettare che si verifichi la tragedia per intervenire”, un riflesso rallentato o il capogiro da calore possono essere fatali quando si lavora in quota o vicino a macchinari pesanti.
Nei periodi caratterizzati da ondate di caldo, come quella di questi giorni, le persone che lavorano nei cantieri edili e nei piazzali aziendali sono tra i lavoratori esposti a maggiori fattori di rischio. Servono misure urgenti per evitare danni alla salute; le conseguenze estreme rischiano addirittura di portare al decesso come è accaduto la scorsa estate in un cantiere di Bologna dove ha perso la vita un operaio di 47 anni.
Anche quest’anno il governo non ha provveduto a emanare una normativa nazionale che tuteli i lavoratori e le lavoratrici esposti a caldo estremo, chiediamo perciò alla Regione Emilia-Romagna di accelerare i tempi di approvazione della delibera, annunciata, sulle misure di tutela contro il rischio climatico.
L’anno scorso l’ordinanza regionale era stata approvata in ritardo rispetto all’arrivo delle alte temperature; quest’anno la delibera deve partire con decorrenza non più tardi del 1 giugno da parte della regione e conseguentemente le amministrazioni comunali del territorio: è necessario che tutti i Comuni diano le autorizzazioni ad effettuare le lavorazioni rumorose anche al mattino presto e nelle ore notturne, per permettere alle aziende, mediante accordi con il sindacato, di articolare gli orari di lavoro nei momenti nei quali il caldo è minore. Le amministrazioni comunali possono trovare i giusti compromessi al fine di salvaguardare più vite possibile.
Bisogna rimettere al centro la prevenzione delle patologie e la salute e la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici; inoltre le ondate di calore non sono più un’anomalia e non si può continuare a ricorrere solamente a misure emergenziali, servono misure strutturali per affrontare il problema.
La salute e la sicurezza dei lavoratori devono avere la priorità assoluta sulle logiche di profitto e sulle scadenze dei cronoprogrammi. Invitiamo la Regione Emilia-Romagna a convocare immediatamente le parti sociali per dare il via libera definitivo alle tutele in materia.

 

FILLEA