Con un provvedimento del Commissario ad acta, nella giornata di ieri, sono state rese note le 17 autonomie scolastiche tagliate in regione. Anche la provincia di Ravenna è interessata dal provvedimento. Gli istituti coinvolti sono l’I.C. Cervia 2 e l’I.C. Cervia 3, in totale 14 plessi e quasi 1.600 alunne e alunni che, dal prossimo anno scolastico, subiranno l’accorpamento.
“Le conseguenze di questo taglio imposto, rispetto al quale esprimiamo ancora una volta la nostra netta contrarietà, sono sotto gli occhi di tutti e ampiamente note – dicono Flc Cgil, Uil Scuola Rua, Snals -. Tagliare un’autonomia scolastica ha un peso specifico rilevante sia nell’immediato sia nel medio-lungo periodo: possibili chiusure di plessi, personale scolastico in esubero da ricollocare, perdita di posti in organico che non verranno più recuperati”.
Fare scomparire un’autonomia scolastica da un territorio, per un mero principio economico e di risparmio, significa intervenire pesantemente nella riduzione del perimetro pubblico dell’istruzione. Vuol dire soffocare la qualità dell’offerta formativa, che invece necessita di respiro, basti pensare a un istituto comprensivo con un numero smisurato di studentesse e studenti, e comprimere il diritto allo studio. Significa anche colpire il territorio. Dove viene meno un’istituzione scolastica, viene meno una rete essenziale di relazioni, di presidio sociale e di coesione comunitaria.
I sindacati chiederanno un incontro urgente al dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Ravenna per avere un confronto sulle modalità di accorpamento e per esigere trasparenza e chiarezza sui criteri che guideranno le azioni successive.
“Le nostre valutazioni restano negative e il nostro posizionamento è in palese discordanza con la disposizione attuata – dicono i sindacati -. Lo abbiamo espresso con forza partecipando alla manifestazione regionale unitaria di sabato scorso e continueremo a farlo mettendo in campo tutti gli strumenti democratici di cui disponiamo, in difesa della scuola pubblica, del diritto allo studio e della salvaguardia dei posti di lavoro. Per noi l’istituzione scolastica non è un’azienda, ma un presidio di democrazia che va difeso e tutelato in ogni modo”.

FLC