La situazione del sistema penitenziario italiano continua a deteriorarsi in modo allarmante. La Fp Cgil denuncia una condizione ormai insostenibile, aggravata da episodi recenti di forte criticità e da situazioni locali emblematiche come quella della casa circondariale di Ravenna.
Nelle ultime settimane si sono registrati eventi gravi in diversi istituti, un quadro che conferma come sovraffollamento e carenza cronica di personale stiano generando un sistema al limite del collasso, con ripercussioni dirette sulla sicurezza e sulla dignità di lavoratori e detenuti.
A questo scenario si aggiunge la situazione particolarmente critica della casa circondariale di Ravenna, dove Federica Bartoletti, per la Fp Cgil di Ravenna, segnala una gravissima carenza di organico della Polizia penitenziaria. A fronte di una dotazione prevista di 93 unità, ne risultano assegnate 80, ma quelle effettivamente in servizio sono soltanto 59, a causa di numerose assenze di lunga durata.
Le condizioni di lavoro risultano estremamente gravose: turni che superano frequentemente le otto/dieci ore, riposi soppressi, accorpamenti di più posti di servizio su singoli operatori e impiego del personale amministrativo e tecnico nei reparti detentivi. Una situazione che espone il personale a un forte stress psicofisico e mette a rischio la sicurezza complessiva dell’istituto.
“Il personale è allo stremo - denuncia Bartoletti di Fp Cgil -. Si vive in uno stato emergenziale permanente, con un equilibrio sempre più fragile che potrebbe crollare di fronte a qualsiasi evento critico”.
La Fp Cgil, lo scorso 27 marzo, ha inviato una nota al provveditore Silvio Di Gregorio e a Stefano Di Lena, direttore della casa circondariale, ottenendo una risposta di attenzione al contesto ravennate e confermando che la carenza di personale nel ruolo agenti/assistenti è del -20%, dunque sensibilmente superiore a quella regionale che si attesta al -13%, anche se per altri ruoli il dato è più positivo.
La Fp Cgil accoglie positivamente la volontà espressa dal Provveditore di assicurare attenzione alla situazione ravennate, ma come sindacato chiede con urgenza: un piano straordinario di assunzioni per colmare la carenza di organico; un’attenzione specifica alla realtà di Ravenna e al contesto di via Port’Aurea; il miglioramento delle condizioni lavorative e della sicurezza negli istituti; interventi immediati per ridurre il sovraffollamento.
Federica Bartoletti sottolinea come le politiche nazionali adottate finora, incentrate prevalentemente sull’inasprimento delle pene, abbiano contribuito ad aumentare la pressione sul sistema senza risolvere le criticità strutturali. La distanza tra le dichiarazioni istituzionali e la realtà quotidiana delle carceri appare sempre più evidente.
“La situazione attuale è indegna di un Paese civile e mette in discussione i principi costituzionali, in particolare quanto previsto dall’articolo 27. È necessario aprire subito un confronto serio e costruttivo: non c’è più tempo da perdere”.