“Il Piano Casa presentato dal Governo Meloni il 30 aprile scorso e finanziato solo in parte con risorse aggiuntive, è tardivo, inadeguato e orientato al mercato privato. Inoltre, è incapace di rispondere alla reale entità della crisi abitativa nella nostra provincia” commenta Alberto Mazzoni, presidente del Sunia di Ravenna.
Da elaborazioni dati Istat, le famiglie in condizione di "disagio di assistenza" a Ravenna sono registrate su un valore percentuale compreso tra il 2,6% e il 3,8%, a seconda del contesto di analisi territoriale specifico. Di conseguenza, prendendo come valore medio il 3.2%, gli abitanti nella nostra provincia che sono in disagio di assistenza sono ben 12.407. A questa prima rilevazione occorre aggiungere i cittadini a rischio povertà ed esclusione sociale. Sebbene il dato provinciale specifico sia in elaborazione, nel 2024 l'Emilia-Romagna mostrava oltre un individuo su dieci (10,1%) in famiglie a rischio povertà o esclusione sociale. Per la nostra provincia, sono 39.162 cittadini: un dato purtroppo in aumento rispetto all'anno precedente.
“Per completare questa fotografia provinciale - aggiunge Mazzoni - si evidenziano i 3.152 nuclei familiari in graduatoria in attesa di assegnazione di alloggi popolari, dato Acer al 31 dicembre 2024. Anche questo numero è in crescita, per gli effetti dell'incremento delle procedure di sfratto: 237 al 31 dicembre 2024 e ben 470 al primo bimestre 2026. Il Piano Nazionale si articola su tre pilastri: il recupero di 60mila alloggi ERP inutilizzabili; la promozione del social housing, tramite un fondo gestito da INVIMIT SGR; la semplificazione burocratica, per attrarre investimenti privati. Su tutti i fronti solleviamo evidenti riserve: i tempi e le risorse per il recupero degli alloggi pubblici sono irrealistici; il social housing rischia di replicare i limiti dei fondi integrati, già sperimentati dal 2009, intercettando solo le fasce meno vulnerabili; le semplificazioni per i privati, senza adeguata regia pubblica, espongono il sistema a derive speculative e a manufatti inadeguati per civile convivenza”.
“Segnaliamo - precisa il presidente del Sunia - inoltre, l'assenza di stanziamenti per i fondi di sostegno all'affitto e per i morosi incolpevoli (azzerati dalla prima Legge di Bilancio del Governo Meloni), strumenti indispensabili per tutelare la dignità dei cittadini, prevenendo e disinnescando percorsi di sfratto e il rischio concreto dell'accelerazione delle procedure, approvate contestualmente in uno specifico disegno di legge (sanzioni del 1% del canone mensile, per ogni giorno di ritardo dalla scadenza del contratto e taglio dei tempi burocratici che accelerano lo sgombero). Questi provvedimenti possono colpire qualsiasi famiglia ravennate in affitto, anche in continuità salariale, in quanto sono in forte aumento i mancati rinnovi dei contratti di affitto, a favore di locazioni B&B, contratti brevi, turistici e contratti in nero togliendo dal mercato abitativo stabile oltre 1.000 alloggi negli ultimi 5 anni”.
In provincia, non ci sono appartamenti disponibili per le famiglie. Gli effetti sono destinati a colpire maggiormente le famiglie già in grave difficoltà economica, prive di qualsiasi rete di protezione. Quindi, da una parte compare un Piano Casa che, con risorse e strumenti dubbi, si pone l'obiettivo di dare risposte in 10 anni; dall'altra, emergono sanzioni economiche, taglio dei tempi di esecuzione degli sfratti, assenza di strumenti per disinnescare percorsi di sgombero, che si scaricheranno inevitabilmente sul nostro territorio. I servizi sociali dei Comuni, con sempre meno risorse a disposizione a causa dei tagli del Governo e con strumenti inadeguati per affrontare questo scenario, verranno sottoposti a una pressione economica tale da mettere in crisi la dignità di cittadini, che rischieranno di finire "sotto un ponte". Inoltre, i dipendenti pubblici, in assenza di strumenti e risorse adeguate, rischieranno di essere individuati come i "colpevoli" di questo dramma sociale che colpirà centinaia di famiglie nella provincia di Ravenna.
Di conseguenza, il Sunia chiede al Prefetto di Ravenna e alle istituzioni locali un incontro urgente per approntare tutte le iniziative indispensabili per disinnescare questa "miscela" esplosiva. “A livello nazionale chiederemo di integrare il Piano Casa Governativo – conclude Mazzoni -. A livello locale chiederemo l’avvio di un monitoraggio su tutta la provincia e l’adozione di azioni atte a garantire condizioni di civile vivibilità per tutti i cittadini”.