La scuola pubblica statale è sotto un attacco senza precedenti. Nel testo della nuova Legge di Bilancio si configura un disegno politico chiaro e inaccettabile: impoverire l’istruzione pubblica attraverso tagli brutali e, contemporaneamente, dirottare risorse verso le scuole paritarie private.
La Flc Cgil di Ravenna esprime una ferma condanna verso una manovra economica che decide deliberatamente di fare cassa sulla pelle di lavoratrici e lavoratori e delle studentesse e degli studenti. I numeri emersi delineano uno scenario drammatico: la manovra prevede il taglio di oltre 14.000 posti tra docenti e personale Ata nel triennio.
"Ci troviamo di fronte a un paradosso intollerabile - dichiara Francesca Lo Iacono, segretaria generale della Flc Cgil Ravenna -. Mentre per la scuola dello Stato si decide il blocco del turnover e la riduzione drastica degli organici, la stessa Legge di Bilancio stanzia nuovi e cospicui finanziamenti destinati alle scuole paritarie private. Si taglia sul pubblico, che appartiene a tutti, per regalare risorse al privato.  Sul nostro territorio non conosciamo ancora i dati e le ricadute dei tagli, ma siamo coscienti del fatto che questa decisione improponibile metterà ancora di più in difficoltà le nostre scuole già in affanno per via di organici  non sufficientemente adeguati a garantire a pieno la regolare attività didattica e la sicurezza degli alunni.  Il calo demografico non può essere usato come alibi per smantellare un servizio essenziale”.
Davanti a questo disegno di svendita della scuola della Costituzione, la mobilitazione è l'unica risposta possibile. “Per queste ragioni - conclude la segretaria Lo Iacono - invitiamo tutto il personale docente, educativo e Ata della provincia di Ravenna, insieme alle famiglie e agli studenti, a incrociare le braccia per l'intera giornata di venerdì 20 novembre in occasione dello sciopero generale. Difendere la scuola pubblica significa difendere la democrazia e il futuro del Paese”.

FLC