La Cgil - assieme alle categorie di Nidil, Filcams e Filt - ha proclamato per sabato 14 marzo una giornata di mobilitazione nazionale dei rider. Si prevedono diverse attività sul territorio nazionale, presìdi, manifestazioni e iniziative pubbliche nelle principali città. A Ravenna, alla mattina, si terrà alla Camera del lavoro di via Matteucci un’assemblea delle categorie interessate dalla mobilitazione. Successivamente si effettuerà una distribuzione di volantini nelle strade del centro città per informare, incontrare e dialogare con le persone. Le recenti indagini della Procura di Milano hanno infatti portato al commissariamento per sfruttamento lavorativo delle piattaforme di food delivery Glovo e Deliveroo, riaccendendo i riflettori sul tema delle condizioni di lavoro dei rider. Questi ultimi ricevono paghe anche inferiori fino al 90% rispetto ai minimi della contrattazione collettiva, non garantendo, come previsto dall'articolo 36 della Costituzione, un'esistenza libera e dignitosa.
Il Nidil Cgil da anni conduce una battaglia per il riconoscimento di maggiori diritti a questa categoria di lavoratori e lavoratrici, tramite la contrattazione con Assodelivery (l’associazione di categoria del settore), vertenze e cause pilota, interventi nel caso di blocco dell’account (di fatto un licenziamento) in un contesto in cui il lavoratore non ha a che fare con un datore di lavoro in carne e ossa con cui interfacciarsi, ma con un’applicazione che si basa su sistemi algoritmici e di intelligenza artificiale. L’azione sindacale ha portato a un miglioramento delle condizioni contrattuali, tuttavia è certo che senza una modifica del quadro normativo non sarà possibile superare l’attuale modello di sfruttamento e garantire ai rider stabilità lavorativa e salari adeguati.
“In Italia ci sono circa 30.000 ciclofattorini, a Ravenna stimiamo che i rider si attestino attorno alle 80 unità - spiega Serena Savini, segretaria generale del Nidil Ravenna -. Per lo più sono lavoratori di nazionalità pakistana o afghana che svolgono questo mestiere come impiego prevalente, sono inquadrati come lavoratori autonomi, vengono pagati poco più di 2 euro a consegna e lavorano mediamente 12 ore al giorno”.
Il mancato giusto riconoscimento economico a favore dei rider si riflette in una serie di difficoltà, ancor più accentuate per gli stranieri che trovano poi grandi ostacoli nel rinnovo del permesso di soggiorno e nelle pratiche per i ricongiungimenti familiari.
Il sindacato ritiene necessario superare l’attuale sistema retributivo basato sul cottimo, cancellare i falsi autonomi e garantire compensi dignitosi e maggiore tutela della salute e sicurezza. Serve l'avvio di un percorso di stabilizzazione dei rider attraverso l’assunzione con il Ccnl Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, riconoscendo così diritti, tutele e condizioni economiche dignitose: salari più alti, ferie retribuite, copertura economica per malattia e infortunio.
Quest’anno si presenta un’occasione storica: il recepimento della Direttiva europea sul lavoro tramite piattaforme, che prevede presunzione legale di subordinazione, trasparenza algoritmica e nuovi diritti.
È il momento di agire, sia sul piano sindacale che politico, per affermare che i rider non sono lavoratori di serie B, ma lavoratori a pieno titolo, che hanno diritto a tutele, sicurezza, dignità e rappresentanza collettiva.

FILCAMS, FILT, NIDIL