La vicenda riportata dalla stampa, relativa all’interrogazione parlamentare promossa da Jacopo Morrone su una docente di un istituto superiore della provincia di Ravenna “colpevole” di aver indossato una maglietta con la scritta “partigiani sempre”, desta forte preoccupazione per il clima che si tenta di alimentare nei confronti della scuola pubblica e dell’impianto democratico della nostra nazione.
La Flc Cgil Ravenna, nel sostenere la docente coinvolta in questa assurda vicenda, ritiene grave e inaccettabile che si provi ancora una volta a mettere sotto accusa la libertà di insegnamento e la dignità professionale delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola, sulla base di segnalazioni anonime e interpretazioni ideologiche forzate o addirittura magliette indossate.
La scuola della Costituzione non è un luogo “asettico” o privo di valori: è invece fondata sui principi dell’antifascismo, della democrazia e della libertà, sanciti dalla Carta repubblicana.
Richiamare, anche simbolicamente, la storia della Resistenza non costituisce propaganda ma è parte integrante del patrimonio culturale e civile del Paese.
È quindi inaccettabile che si voglia equiparare l’espressione personale - che non interferisce con la didattica - a un presunto “indottrinamento” e si colga ogni occasione per strumentalizzare la libera manifestazione, in questo caso nella scelta dell'abito, di essere di parte. Tale impostazione, guarda caso sostenuta anche attraverso le circolari del ministro Valditara, apre la strada a forme di controllo e censura incompatibili con una scuola libera e pluralista, proprio quei principi che si dichiara di voler difendere. Siamo prossimi al 25 Aprile , una delle ricorrenze più importanti per l’Italia: la festa della Liberazione che vide l’impegno di forze diverse che si unirono nella lotta partigiana. Da questo percorso nacquero la scelta repubblicana e la Costituzione che rappresenta ancora oggi il fondamento della democrazia italiana che sancisce diritti, libertà e principi. Il 25 aprile quindi non è solo una commemorazione storica, ma anche un momento di riflessione sui valori di libertà, partecipazione e pluralismo che continuano a sostenere la vita democratica del Paese. Come Flc Cgil ribadiamo che: la libertà di insegnamento è garantita dall’art. 33 della Costituzione; il pluralismo culturale non può tradursi in un clima di sospetto o intimidazione verso il personale scolastico.
“Invece di alimentare polemiche strumentali - commenta la segretaria generale della Flc Cgil di Ravenna, Francesca Lo Iacono - sarebbe urgente affrontare i veri problemi della scuola: il precariato, la riforma degli istituti tecnici e professionali, il dimensionamento scolastico, le condizioni di lavoro e la qualità dell’offerta formativa. La scuola necessita di investimenti, fiducia e rispetto. Attendiamo dall’onorevole una maggiore attenzione e soluzione ai gravissimi problemi del paese anziché dedicarla ad inseguire il dress code del personale scolastico alimentando un clima di caccia alle streghe di cui non si sente affatto la necessità”.