Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp Ravenna: le difficoltà economiche vengono da lontano. Bene la nuova progettualità, ora servono una strategia chiara e investimenti sul futuro della Fondazione.
Leggiamo con stupore la lettera aperta della presidente di RavennAntica pubblicata su un quotidiano locale. Comprendiamo la necessità di affrontare con trasparenza il disavanzo di 429 mila euro del bilancio 2025 e condividiamo l’esigenza di individuare soluzioni concrete per garantire la sostenibilità economica della Fondazione. Riteniamo tuttavia necessario precisare alcuni aspetti, affinché il confronto sulle prospettive di RavennAntica parta da un’analisi corretta delle cause e delle responsabilità.
I rinnovi contrattuali non irrompono improvvisamente e inaspettatamente a far saltare difficili equilibri di bilancio. Il rinnovo del Ccnl Federculture è un passaggio fisiologico e periodico, che deve essere previsto nella programmazione economico-finanziaria di qualsiasi organizzazione. Proprio per questo, negli anni che precedono il rinnovo, occorre prevedere adeguati accantonamenti, così da affrontare gli oneri contrattuali senza trasformarli in un’emergenza. Ricordiamo che stiamo parlando del rinnovo 22/24, che interviene in ritardo e in un contesto economico fortemente sfavorevole per le lavoratrici e lavoratori dipendenti.
Gli arretrati e gli aumenti riconosciuti alle lavoratrici e ai lavoratori non rappresentano una spesa straordinaria imprevedibile, ma il legittimo riconoscimento economico di un lavoro svolto e di professionalità che garantiscono quotidianamente l’apertura dei siti culturali, i servizi al pubblico e le attività educative della Fondazione.
Le difficoltà di equilibrio economico-finanziario di RavennAntica hanno radici lontane e non possono essere ricondotte al costo del lavoro derivante dai dovuti rinnovi contrattuali. Allo stesso modo, non si può pensare di risolvere problemi strutturali comprimendo ulteriormente una pianta organica già funzionale a garantire i servizi attualmente erogati. Ridurre il personale significherebbe inevitabilmente mettere a rischio gli orari di apertura, la fruibilità dei siti e la qualità delle attività offerte alla cittadinanza e ai visitatori.
C’è poi un elemento che non può essere ignorato. Da anni, la spada di Damocle delle difficoltà di cassa grava sulle lavoratrici e sui lavoratori, che insieme alle loro rappresentanze sindacali hanno dovuto fare i conti con una precarietà economica che ha impedito persino di istituire un contratto integrativo aziendale di secondo livello. Un contratto che avrebbe dovuto riconoscere ulteriori diritti e valorizzazioni economiche previsti dalla contrattazione collettiva, ma che non ha mai trovato le condizioni necessarie per essere realizzato. Per questo non riteniamo corretto attribuire al maggior costo del lavoro conseguente al rinnovo contrattuale la responsabilità di un disavanzo che va letto alla luce delle criticità pregresse e delle scelte di programmazione degli anni precedenti. Il lavoro non può diventare il capro espiatorio delle difficoltà di bilancio, né i diritti contrattuali possono essere considerati una variabile da comprimere per garantire l’equilibrio dei conti.
Dal 2021 dopo le difficoltà dovute alla chiusura del Covid, i lavoratori e le lavoratrici aspettano, giusto inquadramento e il riconoscimento di un lavoro e di una professionalità che permette ogni giorno a migliaia di turisti di poter apprezzare e fruire dell’immenso patrimonio artistico della città.
Accogliamo invece con favore la puntuale analisi elaborata dalla Direzione e il percorso di rilancio delineato con la nuova progettualità Classis 2030. Dopo anni di incertezze e di sostanziale stasi, è importante che la Fondazione possa finalmente contare su una strategia riconoscibile, una visione di lungo periodo e obiettivi di sviluppo capaci di valorizzare il patrimonio culturale, rafforzare le relazioni con il territorio e ampliare le opportunità di fruizione.
Condividiamo anche quanto sottolineato dall’assessore Fabio Sbaraglia in merito al valore del lavoro svolto e al ruolo pubblico di RavennAntica. Proprio da questo riconoscimento deve discendere un impegno concreto a sostegno della Fondazione, delle sue attività e delle professionalità che le rendono possibili.
Il risanamento non può basarsi soltanto sul contenimento dei costi, ma deve poggiare su una programmazione credibile, risorse adeguate, scelte strategiche e una corretta pianificazione degli oneri contrattuali. È necessario costruire le condizioni affinché la Fondazione possa garantire continuità e qualità dei servizi, tutelare l’occupazione e riconoscere pienamente il valore del proprio personale.
FP CGIL, CISL FP e UIL FP Ravenna, come già richiesto,    sono disponibili a un confronto serio e costruttivo con la Fondazione e le istituzioni coinvolte. Un confronto che parta dalla realtà dei conti, ma che non perda di vista un principio fondamentale: la sostenibilità economica di RavennAntica deve andare di pari passo con la valorizzazione del lavoro, la tutela dei servizi pubblici culturali e una prospettiva concreta di sviluppo.

Ravenna, 14 ottobre 2026

FP CGIL Ravenna – CISL FP Ravenna – UIL FP Ravenna

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