La Via Maestra e la Cgil tornano in piazza per riportare al centro il lavoro, la giustizia sociale, l’uguaglianza e la pace. Il 17 ottobre è prevista a Roma una manifestazione nazionale, sostenuta da oltre cento associazioni, che inizierà alle 13,30 con il concentramento in piazza della Repubblica e si concluderà, dopo il corteo, in piazza del Popolo intorno alle 17.
Dalla provincia di Ravenna partiranno diversi pullman che raggiungeranno la capitale. Queste le partenze previste: alle 6,40 da Alfonsine (da piazza della Resistenza), alle 6,45 da Bagnacavallo (dal parcheggio della rotonda dell’autostrada), alle 7 da Ravenna (dal parcheggio del Cinemacity) e alle 7 da Faenza (dal piazzale della Iemca). Per prenotare contattare il numero di telefono 0544 244280 oppure via email
La Cgil scenderà in piazza per diverse ragioni:
Più salari, meno precarietà
Il primo punto della piattaforma riguarda il lavoro. La richiesta è aumentare stipendi e pensioni, contrastare il lavoro povero, superare le forme di precarietà e intervenire sul divario retributivo tra donne e uomini. Per la Via Maestra, lavorare non può significare restare poveri e la stabilità deve tornare a essere una prospettiva concreta, soprattutto per le nuove generazioni.
Un fisco che faccia pagare chi ha di più
Al centro della manifestazione c’è anche la questione fiscale. La piattaforma chiede di ridurre il peso delle tasse su salari e pensioni, rafforzare il contrasto all’evasione e aumentare il contributo di grandi ricchezze, rendite ed extraprofitti. Il principio rivendicato è quello costituzionale della progressività: chi possiede di più deve contribuire di più.
Sanità e scuola, investire nel pubblico
La richiesta è portare il finanziamento della sanità pubblica al 7,5 per cento del Pil e quello dell’istruzione al 5 per cento, assumendo personale, riducendo le liste d’attesa e garantendo servizi di qualità in tutto il territorio nazionale.
Lavoro e ambiente dalla stessa parte
La transizione ecologica, per i promotori, non deve essere pagata da lavoratrici e lavoratori. Deve diventare invece una grande occasione di politica industriale, innovazione e nuova occupazione di qualità. Industria, energia, mobilità, agricoltura e tutela del territorio devono essere affrontate all’interno dello stesso progetto, accompagnando la trasformazione del sistema produttivo invece di subirla.
Pace, non riarmo
La manifestazione mette esplicitamente in relazione spesa militare e politiche sociali. E contesta l’aumento delle risorse destinate al riarmo rivendicando investimenti nelle priorità sociali. La piattaforma chiede quindi di fermare l’incremento della spesa militare e di puntare su diplomazia, cooperazione e disarmo.
Il diritto di dissentire
C’è infine una questione democratica. La Via Maestra rivendica il diritto di manifestare, protestare e dissentire, chiede di garantire gli spazi sociali e di abrogare le norme dei decreti sicurezza considerate limitative della libertà e della partecipazione. Difendere e attuare la Costituzione significa, per i promotori, anche tutelare l’equilibrio tra i poteri, l’uguaglianza dei diritti e l’unità del Paese, rafforzando rappresentanza e partecipazione democratica.