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PER LA SCUOLA RAVENNATE SOLO BRICIOLE DAL MINISTRO GELMINI

“Abbiamo sempre denunciato le nostre preoccupazioni sulla tenuta del nostro sistema scolastico statale a fronte dei gravissimi interventi effettuati dal governo. Ma pensare di arrivare a tanto è davvero uno schiaffo che non possiamo accettare” commenta Monica Ottaviani, segretaria generale della Flc Cgil della provincia di Ravenna.
Si attendeva una boccata di ossigeno e invece è arrivata l’ennesima doccia fredda.
A fronte di 570 posti di personale docente richiesti dall’Ufficio Scolastico della Regione Emilia Romagna al Ministro della Pubblica Istruzione, da Roma arrivano la bellezza di 91 posti per far fronte alle necessità di tutte le province della nostra regione.
Briciole, che basterebbero a malapena per la sola provincia di Ravenna.
Infatti nei giorni scorsi, il Provveditorato aveva chiesto, documentando ed argomentandone l’assoluta necessità, 67 posti docente “per far funzionare senza criticità le nostre scuole”.
In aggiunta a questi erano stati richiesti 535 posti di sostegno per fronteggiare le esigenze accertate da una apposita commissione, che invece vengono ridotti a 477 (-57 posti rispetto ai bisogni).

“È una situazione insostenibile. Ci troviamo di fronte alla totale inadeguatezza della risposta ministeriale e alla impossibilità di rispondere ai bisogni delle famiglie. In particolare per quanto riguarda la scuola dell’infanzia, nella quale, lo voglio ricordare, ci sono ancora 200 bambini in lista di attesa. Ma non solo. Nessuna risposta sarà possibile dare per estendere il tempo pieno, per attivare i corsi serali e l’educazione per gli adulti - afferma Monica Ottaviani, Segretaria Generale della FLC CGIL della provincia di Ravenna. Ed inoltre, quanti dei 91 posti generosamente elargiti dal Ministero arriveranno a Ravenna? E queste risorse quale criticità potranno risolvere senza innescare una inevitabile guerra tra poveri? Quali le priorità: il tempo scuola richiesto dalle famiglie, il tempo prolungato nelle classi prime della scuola media, i corsi serali degli istituti superiori, i Centri Territoriali permanenti o l’indirizzo musicale tagliato alla Scuola media Don Minzoni…?

E che dire poi del personale amministrativo tecnico ed ausiliario che ha subito una riduzione del 17%?
Ci sono scuole che, per effetto dei nuovi meccanicismi introdotti, si sono viste tagliare il personale ausiliario fino a 4 unità. E queste scuole sono soprattutto quelle elementari e materne dove la necessità di sorveglianza e assistenza è più elevata per la particolare tipologia di utenza. Di fronte a tale criticità, a livello regionale, sono stati richiesti 130 posti (di cui 15 provenienti dall’Ufficio scolastico provinciale di Ravenna). Ad oggi ne hanno autorizzato ben 22 in tutta la regione.
“Siamo preoccupati e sconcertati nel constatare, ancora una volta, quanto accanimento e disinteresse vi sia da parte di questo Governo nei confronti della scuola pubblica statale – sottolinea Monica Ottaviani - considerata al pari di una qualsiasi voce di bilancio da tagliare anzichè un diritto che lo Stato deve garantire ai propri cittadini e che è sancito dalla nostra Carta Costituzionale”.
Risibile poi l’autorizzazione del Ministro Tremonti ad assumere in ruolo, a livello nazionale, 10.000 docenti e 6.500 ATA, a fronte di 80.000 posti vacanti.
A livello locale, significa 108 assunzioni in ruolo su 514 posti vacanti (circa il 20%) così suddivise: 17 scuola materna, 17 scuola primaria, 11 scuola media, 6 scuola superiore, 26 sostegno, 8 Assistenti amministrativi, 4 Assistenti tecnici e 19 Collaboratori scolastici.
“Se poi si considera che il numero dei posti vacanti è già stato ampiamente falcidiato in organico di diritto di ben 160 posti, ci rendiamo conto - continua Monica Ottaviani- che le assunzioni autorizzate rappresentano solo una goccia nel vasto mare del precariato. Un fenomeno che rappresenta ormai una emergenza sociale e rischia di destabilizzare l’organizzazione scolastica, negando ogni continuità didattica ai nostri ragazzi e mettendo seriamente a rischio il regolare avvio dell’anno scolastico.”

La FLC CGIL non si rassegna ad assistere passivamente allo smantellamento della scuola statale e, mentre chiede alle istituzioni locali di farsi parte attiva nei confronti del Governo, assicura a tutti i soggetti coinvolti – genitori, studenti, personale della scuola, associazioni, forze politiche - il proprio supporto per le iniziative che sarà indispensabile intraprendere.

Ravenna, 13 agosto 2010

Segretaria Generale Flc Cgil Ravenna