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Per la giornata nazionale della precarietà domani Cgil e Nidil in piazza del Popolo
Santarelli: “nei prossimi giorni a Ravenna un incontro con istituzioni e parti sociali per un lavoro qualificato e sicuro”
Domani dalle 16,30 alle 18,30 un gazebo, musica e volantinaggio

In occasione della giornata nazionale contro la precarietà, giovedì 10 maggio la Cgil e il Nidil Cgil della provincia di Ravenna organizzano un presidio in piazza del Popolo a Ravenna, dalle ore 16,30 alle 18,30, con gazebo, musica, intrattenimento e volantinaggio per sensibilizzare le persone verso quella che si presenta come una vera e propria emergenza. La mobilitazione si svolgerà scandita dal messaggio “Precarietà: l'unico taglio giusto”,
Il segretario provinciale della Cgil, Marcello Santarelli, sarà domani, giovedì 10 maggio, in piazza del Popolo per manifestare contro la precarietà. “I contratti precari dilagano anche sul nostro territorio – spiega Santarelli –; Cgil e Nidil chiedono una decisa inversione di rotta al Governo e anche a livello locale presto se ne discuterà. Nei prossimi giorni siamo attesi da un incontro con le istituzioni e le parti sociali per la definizione di un Patto provinciale per uno sviluppo intelligente e sostenibile. Sarà l’occasione per misurare la volontà di mettere in campo azioni per la creazione di nuovi posti di lavoro, che siano sicuri e qualificati. In particolare, anche nel Ravennate, il precariato colpisce in maniera drammatica i giovani che invece devono essere l’elemento fondante dello sviluppo. Ai nostri giovani dobbiamo fornire strumenti, competenze e una prospettiva di futuro. Un’occupazione sicura e qualificata non è identificabile con la precarietà. La precarietà è spesso legata alle richieste di flessibilità; ma dietro a tutto ciò, spesso, si nasconde invece la ricerca di una contrazione dei costi del lavoro e dei diritti dei lavoratori”.
La Cgil e il Nidil attraverso la manifestazione di domani chiederanno a Governo e Parlamento la riduzione della precarietà e l'estensione degli ammortizzatori sociali. “Basta con le promesse e le bugie – dicono Cgil e Nidil – il governo ha ridotto ulteriormente i diritti di tutti: innalzando l'età pensionabile, riducendo gli ammortizzatori sociali, non cancellando neanche una delle 46 tipologie contrattuali, non avendo migliorato l'accesso al lavoro, tentando di facilitare i licenziamenti con la cancellazione dell'articolo 18”.
Cgil e Nidil chiedono la cancellazione dei contratti truffa, e dei contratti più precari. Chiedono un equo compenso, ammortizzatori davvero universali, indennità di maternità e malattia.

Cgil e Nidl Cgil della provincia di Ravenna
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